Sovrastampa imballaggi : innovazione italiana premiata dagli Usa

Sovrastampa degli imballaggi, Usa premiano l’innovazione italiana

Creatività e professionalità italiane vengono premiate negli Stati Uniti: un’azienda di Lainate (Mi), la Rotoprint Sovrastampa, ha ricevuto una menzione d’onore dalla Plga Global nel corso della cerimonia dei Print Quality Awards 2011. L’azienda italiana, che utilizza un sistema brevettato di sovrastampa rotocalco a registro, è stata giudicata fra le più interessanti nella categoria ‘Innovazione’.

“E’ stato riconosciuto il carattere unico del procedimento da noi messo a punto, un sistema che permette di modificare imballaggi già stampati con precisione millimetrica” commenta Gian Carlo Arici, titolare di Rotoprint. Si tratta di un metodo che consente alle aziende che hanno rimanenze di imballaggi perfetti ma non più utilizzabili (a causa di errori, aggiornamenti nelle etichette, eccetera), di sovrastamparli.

“Grazie a noi le aziende risparmiano su costi di magazzino, smaltimento e produzione di nuovo materiale. E tutto questo ha anche un impatto positivo sull’ambiente” sottolinea sempre Gian Carlo Arici. Nel 2011 Rotoprint, infatti, ha salvato dal macero oltre 18mila km di materiale, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. Tutte emissioni di Co2 in meno e di spazio non occupato in discarica.

La Plga Global, costituita nel 1998, è una delle più importanti associazioni americane che riuniscono le imprese del settore della stampa di imballaggi. Ogni anno organizza i Print Quality Awards, competizione aperta anche ad aziende internazionali che premia i migliori lavori in varie categorie: imballaggi flessibili, sleeves, adesivi. Una categoria speciale, quella dedicata all’innovazione, ha visto premiata proprio la Rotoprint Sovrastampa, unica impresa italiana fra quelle vincitrici provenienti da Stati Uniti, Canada, Germania, Paesi Bassi, Ucraina, Thailandia e Santo Domingo.

da ADNKRONOS

Il packaging commestibile

Alimentazione: arriva in commercio l’imballaggio commestibile

Bere un succo di frutta e poi mangiare la scatola? Entro uno o due anni sara’ possibile, grazie ai nuovi imballaggi prodotti dalla Monosol e dall’Harvard Wyss Institute negli States.

La Monosol e’ prossima alla commercializzazione del rivoluzionario impacchettamento che per il momento non potra’ essere utilizzato con cibi umidi o bevande. La societa’ sta ora lavorando ad una confezione commestibile per elementi come cioccolata calda e drink sticks.

Jon Gallagher, sviluppatore della Monosol, ha detto al magazine della Fast Company: “Se vinceremo la sfida con gli imballaggi commestibili per le bevande pronte, creeremo un business che guadagnera’ il 10 per cento del giro di affari di oltre 22 miliardi dollari che riguarda caffe’ solubili e simili”.

L’Istituto di Studi biologici Wyss di Harvard ha creato imballaggi commestibili chiamati WikiCells, studiando la conservazione dell’acqua in frutti come l’uva. WikiCells, si legge sul sito di Harvard, e’ un “alimento naturale tenuto insieme da una membrana di forze elettrostatiche contenente un liquido, una emulsione, una schiuma o un cibo solido nella sostanza in un guscio commestibile o biodegradabile”. Con diversi pro e diversi contro.

La confezione offre una soluzione per la gestione dei rifiuti urbani: aiutera’ a ridurre la dipendenza delle industrie di imballaggi dalla plastica e la quantita’ complessiva di rifiuti alimentari. Ma mantenere l’igiene del packaging durante il processo di trasporto e i vari rischi di diffusione dei germi, resta una variabile irrisolta.

da AGI.IT

 

Legislazione più stringente per imballaggi di plastica

Rifiuti plastici, entro l’estate documento unitario per una legislazione più stringente

Un mare di plastica per imballare anche gli oggetti più piccoli, materiale che viene gettato via immediatamente dopo l’acquisto del prodotto ma destinato a rimanere nell’ambiente troppo a lungo. E a pesare sulle tasche dei consumatori. Contro l’utilizzo eccessivo di materiali plastici, in particolare quelli utilizzati per il packaging, scende in campo anche l’Adiconsum che chiede di intervenire al più presto con una legislazione più ‘stringente’.

Per questo “proporremo entro l’estate un documento unitario da presentare al legislatore, sia nazionale che Europeo, per ottenere normative più stringenti sul packaging, sviluppando una ‘convenienza’ per i produttori a realizzare imballaggi ridotti”, dichiara all’Adnkronos Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, spiegando che per “unitario” si intende un documento realizzato con il concorso di “associazioni dei consumatori e ambientaliste, Gdo e i comuni che vorranno aderire, che poi sono quelli che smaltiscono i rifiuti solidi urbani con tutti i conseguenti costi per la collettivita’”.

L’associazione dei consumatori è tra i soggetti promotori della settimana nazionale Porta la Sporta, alla quale aderisce principalmente per due motivi. Il primo è di ordine ecologico, “perché l’iperproduzione di plastica rappresenta un problema gravissimo che sta assumendo proporzioni inaccettabili, ha finito per invadere i nostri mari e la lasceremo in eredità non solo ai nostri figli, ma alle generazioni a venire”, dice Graziano. Il secondo motivo è strettamente legato all’attività dell’associazione: “gli imballaggi, anche quelli di cartone, rappresentano costi ulteriori a carico dei consumatori e spesso camuffano i prodotti con involucri accattivanti ai quali non corrisponde una reale qualità del prodotto”. Costi che finiscono per caricarsi sul prezzo finale dei prodotti e, quindi sui consumatori, tanto che “se gli imballaggi venissero ridotti all’essenziale, i consumatori potrebbero risparmiare fino al 30-40%”.

Plastica e cartone utilizzati per gli imballaggi sono sempre più veicoli pubblicitari “e sempre meno utili ai fini della conservazione”, aggiunge il segretario generale Adiconsum. Un “inganno” nei confronti del consumatore contro il quale “la Gdo, i produttori, le associazioni dei consumatori e ambientaliste, i comuni e le province virtuosi devono stringere un’alleanza, di cui la campagna di porta la Sporta rappresenta un primo esempio”. Anche Adiconsum, poi, sposa l’idea della sporta riutilizzabile perché i sacchetti biodegradabili che hanno sostituito gli shopper in plastica, in quanto usa e getta, non risolvono il problema, “ma non sono stati eliminati perché strumenti pubblicitari”, motivo per cui “il cliente non dovrebbe pagarli, visto che portandoseli in giro fa pubblicità a un’azienda”.

Per sensibilizzare i consumatori sull’argomento, Adiconsum porterà avanti iniziative di formazione e informazione che vanno dalla presenza nelle piazze e su internet (tra sito e social network) alla realizzazione di locandine e manifesti fino alla “bacheca sindacale” all’interno della Gdo.

da ADNKRONOS

Packaging ecosostenibile all’Università di Bologna

Nell’Ateneo di Bologna si studia il packaging eco-sostenibile

Il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Mineraria e delle Tecnologie Ambientali dell’Università di Bologna si lancia nel nuovo programma europeo Network NEWGENPAK. L’iniziativa, finanziata dall’Unione europea con 3,19 milioni di euro, prevede lo sviluppo della ricerca nel campo del packaging eco-sostenibile e coinvolge nel suo progetto ben otto università, tre centri di ricerca e sei imprese.

In un momento in cui è essenziale per le società adottare comportamenti ecologici che rispettino e salvaguardino l’ambiente, si rivela importante investire sulla ricerca di materiali meno inquinanti e più sostenibili anche per ciò che riguarda i materiali di imballaggio e confezionamento a livello industriale. Per costruire soluzioni innovative e all’avanguardia nel campo del packaging è stata creata una rete di collaborazione tra le università coinvolte nel progetto, in modo da favorire la mobilità e lo scambio dei giovani ricercatori che vi lavoreranno.

Il finanziamento europeo coprirà interamente gli stipendi dei giovani ricercatori selezionati, oltre a prevedere un contributo a sostegno della loro mobilità e un budget per ricerca e formazione. Un occhio di riguardo sarà riservato per la formazione interdisciplinare dei ricercatori dell’Ateneo di Bologna, il quale avrà il compito di coordinare le attività di formazione dell’intero network.

Il programma Network NEWGENPAK si inserisce nell’ambito di progetti ITN-People, i quali si rivolgono ai ricercatori nei primi cinque anni della loro carriera, e mirano a formare una generazione di ricercatori in un contesto europeo. Il fine primario è quelli di migliorarne le prospettive di carriera e coinvolgerli nelle attività delle università all’estero.

Gli obbiettivi della ricerca sono quelli di mettere a punto soluzioni innovative per imballaggi di cellulosa a base di legno sostenibili, integrandoli con gli aspetti ambientali, economici e sociali che interessano la produzione. Il coordinatore scientifico per l’Ateneo bolognese è Marco Giacinti Baschetti, professore di Ingegneria chimica dell’Università, affiancato da 13 giovani che ricopriranno le posizioni che il Network mette a disposizione presso le sedi dei partner che compongono il consorzio.

Ai giovani ricercatori selezionati sarà affidato il compito di contribuire all’avanzamento dello stato dell’arte sul packaging sostenibile, con l’utilizzo di materiali innovativi eco-friendly, come ad esempio la cellulosa modificata o i polidrossi alcanoati (PHA). Nell’ambito della ricerca saranno inoltre sperimentati materiali di ultima generazione e l’applicazione di nuove tecnologie, come i nanocompositi.

da CONTROCAMPUS.IT

Seminario sull’utilità dell’imballaggio alimentare

L’utile e il superfluo nell’imballaggio alimentare: un incontro seminario per saperne di più

L’iniziativa promossa da Natura e vita onlus è in programma a Case San Romolo

L’associazione Natura e vita onlus, con il patrocinio del Comune di Bagno a Ripoli, organizza l’incontro-seminario ‘L’imballaggio alimentare, necessario, utile e superfluo’, che si svolgerà venerdì 30 marzo 2012, ore 21, nella sede “Bruno Michelacci”, in Via S. Romolo 32, a Case San Romolo (Bagno a Ripoli).

Relatore: Carla Silva, Responsabile dell’innovazione e sviluppo packaging Galbani Spa. Introduce Sonia Redini.

Questa la domanda di fondo della serata: “Se riduciamo i nostri rifiuti, ci guadagnamo qualcosa, bello! Da dove cominciare? … dagli imballaggi!”.

da GONEWS.IT